Piante esotiche invasive
rischi, impatti e gestione
12 febbraio 2026 ore 17.00
Francesco Vidotto (Università di Torino, DISAFA)
Le specie vegetali esotiche sono da secoli di interesse per l’uomo, sia per l’uso in agricoltura che per scopi ornamentali. Quando queste piante vengono trasferite al di fuori delle loro aree di origine, in alcuni casi riescono a diffondersi rapidamente al di fuori delle zone in cui erano state inizialmente introdotte. Questa capacità invasiva può causare gravi conseguenze per la flora autoctona, riducendo la biodiversità e alterando l’equilibrio degli ecosistemi naturali. Nei nuovi ambienti, infatti, le specie invasive tendono a competere con le piante locali, mettendone a rischio la sopravvivenza e modificando l’habitat. Oltre agli effetti negativi sull’ambiente, queste specie possono provocare anche danni economici e, in alcuni casi, rappresentare un rischio per la salute umana.
Le specie vegetali invasive non costituiscono un problema solo negli ambienti naturali, ma possono avere un impatto significativo anche in ambito agricolo e nelle aree urbane, causando danni alle produzioni agrarie e alterazione del patrimonio storico-architettonico.
Per limitare gli effetti negativi delle piante esotiche invasive si possono adottare diverse strategie: azioni preventive per evitare la loro introduzione in nuove aree, interventi indiretti che rendano l’ambiente meno favorevole alla loro diffusione e interventi diretti per eliminarle dove sono già presenti.
Una gestione efficace delle specie invasive richiede l’uso combinato di più metodi, una buona conoscenza delle norme vigenti e un adeguato livello di competenza da parte degli operatori, oltre al coinvolgimento attivo e consapevole della popolazione.
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